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La Resistenza francese

 

La Francia fu il paese in cui si formarono i primi gruppi partigiani, che ebbero un punto di riferimento nelle forze militari di France libre, costituitesi sotto la guida di Charles De Gaulle nei territori d’oltremare. Nella prima fase l’organizzazione della Resistenza francese fu estranea ai partiti tradizionali, pur avvalendosi di uomini che da questi provenivano; si trattò prevalentemente di un movimento spontaneo, dettato dalla coscienza individuale. A partire dal 1941 le diverse anime partigiane iniziarono invece a organizzarsi in una fitta rete di gruppi di lotta: nel Nord, cioè nella zona sotto il diretto controllo tedesco, agì il raggruppamento del Fronte nazionale, voluto dal Partito comunista francese, con la partecipazione anche di socialisti e radicali; nel Sud furono attivi i movimenti Combat, Libération, quest’ultimo a base popolare, e Franc-Tireur, che raccoglieva i sostenitori nella borghesia moderata.

L’espansione dell’occupazione tedesca pose la necessità di unificare i diversi gruppi sotto un’unica direzione: nel 1943, grazie all’instancabile opera di Jean Moulin, fu istituito il Consiglio nazionale della Resistenza, organismo di coordinamento, voluto da De Gaulle e presieduto, dopo l’improvviso arresto e uccisione di Moulin, da Georges Bidault. I partigiani francesi pagarono un alto prezzo di sangue e svolsero un ruolo militare importante in occasione dello sbarco alleato in Normandia, nell’estate del 1944.

Pubblicato il 23/3/2008 alle 18.48 nella rubrica Altre Resistenze.

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